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La Schola attualmente sta studiando “GLI ANTIFONARI DI SAN MARCO”

Questo peculiare Ufficio rappresenta un corpus unicum in quanto la famosissima Basilica di S. Marco a Venezia era la cappella privata del Doge (dal latino Dux: reggente, condottiero ); non dipendeva quindi dal Patriarca, ma era guidata da un “primicerium” direttamente nominato dal Doge.
E così la liturgia celebrata nella Cappella Palatina non era quella romana, ma seguiva il rito “marcolino”. Con la caduta della Serenissima la Basilica di S. Marco nel 1807 divenne sede patriarcale, acquisendo il rito romano. Il rito marcolino venne quindi abbandonato ed alcuni libri furono perduti.
Intorno al 1980 furono ritrovati presso un collezionista privato e grazie al lavoro di Giulio Cattin, ordinario di Monodia Medievale presso l’Università di Padova, la liturgia marcolina fu ricostruita.
A tutt’oggi comunque non eseguiti da oltre 200 anni, la Schola Gregoriana “Aurea Luce” li propone non come raccolta liturgica in toto, ripercorrendo cioè il calendario liturgico, che diverrebbe pesante, ma in forma di concerto.
Sul piano musicale infatti i brani dimostrano la loro derivazione da area franco-romana tarda (sec. XII).
Sul piano liturgico si innestano sulle stesse fonti che caratterizzano la liturgia dell’Italia settentrionale. Le feste dei santi sono numerosissime in ossequio ad interessi commerciali che interessavano un po’ tutta l’area mediterranea.
Sul piano strutturale le Antifone ai salmi ed i responsori non presentano contenuti salmodici, ma narrazioni della vita di S. Marco, così come le tramandano le “Passiones” medievali dei Santi Martiri.
Pertanto, dopo un accurato studio del repertorio, per la presentazione degli Antifonari di S. Marco in forma di concerto è stato scelto un criterio narrativo.
Scorporati dalle varie festività, antifone e responsori sono stati accostati seguendo la tradizione della storia di S. Marco anche in relazione alla sua magnifica raffigurazione nelle dorate volte della Basilica di Venezia.
Intercalando perciò brani tratti dalla Solennità di S. Marco, S.S. Ermagora e Fortunato, Translatio Corporis Santi Marci ecc., il racconto musicale si svolge con S. Pietro che incarica S. Marco di diffondere il cristianesimo in Italia e prosegue con l’arrivo di questi nella X° Regio dell’Impero Romano dove con Ermagora, che ne diviene primo Vescovo, fonda la Chiesa di Aquileia; descrive poi la partenza per Alessandria ed il martirio ivi avvenuto; la storia della traslazione del corpo da Alessandria a Venezia; il ritrovamento miracoloso delle reliquie del Santo dopo un incendio; i miracoli da questi compiuti sui pellegrini che dai territori circostanti andavano a venerare il corpo del Santo.
Un bellissimo panorama musicale sconosciuto di devozioni Veneziane ed una finestra sul passaggio dal tardo Medioevo al magnifico Rinascimento della Serenissima, la Regina del Mediterraneo.